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Fare Città – Blog Palermo Rss

Solidarietà all’ On. Avv. Enzo Fragalà

Inserito da Mirko Romano in Città, Cronaca il 24-02-2010

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Ci sono giorni in cui realmente mi chiedo come possa la mente umana partorire tanto odio.

Non posso fare a meno di sentirmi colpito dallo sconforto quando assisto nella mia amata Palermo a un atto di barbarie come quello che ha colpito l’ On. Avv. Enzo Fragalà.

Non posso non sentirmi vicino a lui e alla sua famiglia. Indipendentemente dal movente legato o meno al suo lavoro, o alla sua attività politica, non si può non provare ribrezzo, sgomento, sconcerto e rabbia per l’abominio di un attacco alle spalle ad un uomo disarmato, perché nel compiere gli attentati si è pure vigliacchi.

Forse ci sono giorni in cui percepisci maggiormente quant’è difficile vivere e compiere il proprio dovere a Palermo, è difficile tentare di migliorarla e di darle un futuro migliore.

Ci sono giorni in cui il peso della nostra città si sente insostenibile sulle nostre spalle. Quello in cui un uomo è sospeso tra la vita e la morte in un letto d’ospedale è, purtroppo, uno di quelli.

“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”   Paolo Borsellino

Centrostorico2.0, un concorso di idee per Piazza Kalsa

Inserito da Fare Città in Città, Cultura, Eventi il 14-01-2010

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L’associazione Città2.0 presenta l’iniziativa centro storico 2.0

Il centro storico di Palermo, con i suoi 240 ettari, è uno dei più vasti d’Europa, ma anche uno dei più ricchi e complessi dal punto di vista architettonico. Le potenzialità artistiche e urbanistiche dell’area, tuttavia, rimangono ad oggi inespresse a causa della disattenzione delle istituzioni e dell’incuria dei cittadini, che negli anni hanno frenato la crescita di una zona che un tempo era il cuore pulsante della vita cittadina.

Città2.0, con il patrocinio dell’Assessorato al centro storico del Comune di Palermo, organizza Centrostorico2.0, un concorso di idee per Piazza Kalsa.

L’iniziativa si articolerà in due fasi: entro il 15 marzo 2010 i partecipanti

Riqualificare il parco della Favorita deve essere una priorità per rilanciare Palermo

Inserito da Eduardo De Filippis in Città il 14-01-2010

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“Abbiamo uno dei polmoni verdi più invidiati del mondo, non ci rendiamo conto che la natura ci ha donato uno spazio verde che il cittadino palermitano conosce soltanto per raggiungere Mondello. E’ arrivato il momento di puntare realmente sulla riqualificazione del parco della favorita.

Da tempo la zona verde è abbandonata, la presenza quotidiana di prostitute e la residenza fissa dei nomadi hanno accentuato il palermitano ha vivere molto meno o meglio raramente questo magnifico territorio.

Fare Città insieme con l’associazione cittadina Città 2.0, nei prossimi giorni lanceranno un concorso di idee per riqualificare il Real Parco della Favorita, l’idea è quella di rendere possibile in futuro un percorso di riqualificazione effettivo che renda vivibile la Favorita. Saranno infatti i cittadini inviandoci le loro proposte ha scegliere come modificare e/o migliorare l’intera zona.

Presentazine libro “Il futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989“e incontro con Gianfranco Fini

Inserito da Fare Città in Città, Cultura, Eventi il 04-01-2010

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Giorno 11 Gennaio a Castello Utveggio (ore 16-19) si terrà la presentazione del libro del Presidente della Camera Gianfranco FiniIl futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989“. Lo stesso Presidente Fini si intratterrà poi con i giovani per un dibattito aperto.

Ad organizzare questo momento davvero unico è la Libera Università della Politica che, grazie alla fortissima tenacia del suo Segretario Generale Arch. Michelangelo Salamone, offrirà ai giovani palermitani la possibilità di confrontarsi con l’On Gianfranco Fini, uomo sempre più vicino alle nuove generazioni sulle quali ha sempre dimostrato di credere veramente.

Fare città Vi invita ad essere presenti.

per iscriversi all’evento su Facebook

Invito e programma completo

Il futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989

La caduta del Muro di Berlino ha cambiato la vita degli europei, a Est come a Ovest.

Nel ventesimo anniversario, Gianfranco Fini prende spunto da quell’evento epocale per analizzare i radicali cambiamenti che il mondo ha vissuto negli ultimi anni e puntare lo sguardo su un futuro ancora da costruire. Crollate le barriere e venute meno le grandi opposizioni ideologiche, è finalmente diventato possibile lavorare per una nuova libertà, piena e allargata: risultato cui si può puntare solo affrancandosi dalla pesante eredità delle vecchie ideologie, per interpretare il mondo secondo codici nuovi, trovando punti di vista originali.

È proprio per questo che il presidente della Camera si rivolge, qui, ai ventenni di oggi, la prima generazione di italiani ed europei ad aver vissuto davvero in un’epoca di libertà, democrazia e possibilità. Sono loro che, alleati in un nuovo patto generazionale con i loro padri e fratelli maggiori, hanno il compito di raccogliere le sfide da vincere: perché la libertà possa essere un bene sempre più esteso e diffuso. Sfide che coincidono con i temi caldi del dibattito politico attuale: dalla questione sociale all’immigrazione e alla coesione nazionale; dalla crescita dell’Unione europea alla necessità di mettere di nuovo la persona al centro dei processi economici e politici. Per ognuno di questi temi Fini propone idee e spunti di riflessione che suscitano ogni giorno appassionati dibattiti.

Recupero del centro storico: approvati gli interventi di manutenzione e restauro per più di 1 milione di euro

Inserito da Fare Città in Città, Cultura il 30-12-2009

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Approvato  dalla Giunta Comunale l’ultimo stralcio operativo del “Piano degli interventi urgenti nel Centro Storico” predisposto dall’Assessore al Centro Storico, Maurizio Carta, in accordo con il Sindaco. L’importo complessivo deliberato di 1.153.000 euro, derivante da economie a disposizione del Settore Centro Storico, fa parte di un più generale piano di interventi con lo scopo di rilanciare la stagione del recupero sia completando interventi già avviati che stimolando l’intervento dei privati.

Le delibere relative al centro storico riguardano:
50.000 euro per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli edifici comunali, attraverso un appalto aperto che consentirà di intervenire tempestivamente;
200.000 euro per manutenzione ordinaria e straordinaria sugli spazi aperti (strade, piazze, marciapiedi, etc.);……..

Panem et circenses

Inserito da Mirko Romano in Città, Cronaca, Eventi il 25-12-2009

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Sicuramente, visto il periodo, potrei iniziare quest’articolo con “Caro Babbo Natale…” o “Caro Gesù Bambino…”, ma poiché entrambi saranno ampiamente impegnati, l’uno a causa dei tanti bambini in cerca di doni e l’altro per via dell’onorevole Di Pietro che cerca alleati d’opposizione anche in paradiso, meglio evitare.

Comincio invece con una locuzione latina che definisce al meglio l’azione politica del nostro sindaco e della nostra giunta.  Ho infatti sempre la più pressante impressione che i nostri amministratori tentino di distogliere la nostra attenzione dai reali problemi a cui non sanno rispondere. E così, forse, si pensa bene che le 130 mila lampadine che stanno “vestendo” i quartieri centrali di Palermo riescano ad accecare i cittadini palermitani distraendoli dai cumuli di immondizia ai bordi delle strade. Si, perché in fondo sarà un Natale sobrio, visto che sono stati spesi solo 300 mila euro per addobbare la città, nessuno, infatti, sarebbe riuscito a trovare un modo per spendere meglio questi fondi in un periodo di crisi come questo, specialmente dopo la bocciatura dell’assestamento di bilancio.

Ma nulla è lasciato al caso, sicuramente i rifiuti continuano a nimmondizia1-300x200on essere raccolti perché la presenza di variopinti sacchetti puzzolenti fa parte del rilancio della nostra amata città. Sfido, infatti, chiunque a trovare ad oggi una città più colorata di Palermo.  C’è il giallo, l’arancione, l’azzurro, il verde…  E poi si dice che il Comune non riesce a risparmiare, si è forse pagato qualcosa per avere tonnellate di rifiuti  in buste colorate?

Comunque non è finita qui. Il Sindaco più cool d’Italia non riposa durante le feste natalizie.  Infatti, ci sono da elemosinare i soldi per la festa in Piazza di Capodanno. Perché con le casse comunali in rosso e dopo il secco “no” della Regione, al nostro caro primo cittadino non resta che sperare nella Provincia. Perché se la festa saltasse forse qualche palermitano più sveglio si potrebbe accorgere che la nostra città è ormai l’ombra di se stessa, e non che Palermo sia mai stata in cima alle classifiche di vivibilità d’Europa, ma sicuramente mai eravamo arrivati così in basso.

E allora si ritorna al passato, ai detti della Roma antica, sperando che 130 mila luci e la festa in piazza, se arriverà su gentile concessione della Provincia, riescano a narcotizzare i cittadini ancora per un po’ e a lasciarli nel loro dolce torpore.

Io spero invece che qualche lampadina e uno o due cantanti non basteranno ad addormentare la società civile, e che anzi questo tentativo di nascondere una città in lutto, nonostante le luminarie, risvegli le coscienze. Perché esiste una Palemo giovane, dinamica, propositiva, che vuole ridare un senso alla parola futuro, ad oggi tristemente violentata e svuotata del suo significato più profondo. Una nuova generazione che alla paura vuole sostituire il coraggio, che alla paralisi vuole far subentrare il movimento… Una Palermo nuova esiste e ha voglia di uscire, dalla maggioranza silenziosa.  Allora su questi giovani bisogna puntare, perché cambiare Palermo si può.

In chiusura non sono riuscito a resistere alla tentazione: “Caro Babbo Natale, non è che è rimasto nei tuoi magazzini un Sindaco nuovo? Anche usato se vuoi, di seconda mano… Perché mi sa che Palermo ne ha veramente bisogno…”

Una notte in Consiglio Comunale

Inserito da Mirko Romano in Città, Cronaca il 18-12-2009

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Sala delle LapidiSi è realmente conclusa una stagione politica? Questa è sicuramente la domanda che la maggior parte dei cittadini palermitani torneranno a porsi. E a maggior ragione lo fa chi, come me, si trovava ad assistere, nelle prime ore della mattina dell’1 Dicembre, alla seduta del Consiglio Comunale che doveva votare l’assestamento di bilancio,manovra poi bocciata alle 4:00 dai 25 voti contrari di IDV, PD, Altra Storia, MPA e PDL-Sicilia,contro i 17 a favore di UDC e PDL-Lealista. Il risultato politico è incontrovertibile e già ampiamente analizzato; esiste una giunta senza maggioranza, e una “nuova maggioranza”, com’è stata battezzata dagli opinionisti politici dell’ultima ora, nonché dagli stessi consiglieri comunali, senza Giunta. Ma se proviamo a tradurre dal politichese, il risultato è che la città si trova a vivere una condizione di limbo, che si concretizza nell’incapacità dell’amministrazione di rispondere ai bisogni, anche più elementari dei cittadini. E allora, detta così diventa una storia del tutto diversa; perchè non ci soffermeremmo più ai vari tentativi di fregiarsi della “vittoria” in aula da parte delle opposizioni, o da parte delle ex maggioranze (visto che ancora non si è ben compreso cosa rappresentino adesso determinati gruppi in Consiglio Comunale) , o allo sforzo del Sindaco di giustificarsi accusando i consiglieri di tradimento e di essere l’unica figura istituzionale ad avere a cuore l’interesse dei cittadini. Si ha, infatti, sempre più l’impressione che ogni soggetto politico operi, in maniera sistematica, manovre di distrazione di massa, volte a distogliere l’attenzione dei cittadini dalla palese e totale assenza di pro grammaticità e di prospettive future per la nostra comunità. La verità, osservando in maniera più distaccata la realtà che viviamo, è che si naviga a vista,e non si comprende, quindi, cosa si voglia fare della Palermo del futuro. Partendo da questo dato di fatto allora si comprendono perfettamente le scene tragicomiche e patetiche viste in aula la notte del primo Dicembre: per esempio uno dei tanti consiglieri comunali che intona in piena seduta il ritornello di “Tutti a mare” verso i giornalisti o ancora di chi ne approfitta per urlare un “Vergogna” agli illustri colleghi, anche se si è assolutamente disinteressato dell’andamento del voto. E ben si capisce perché ancora oggi possiamo discutere delle cataste di immondizia ai margini delle nostre strade, di opere pubbliche eternamente incompiute o addirittura mai cominciate e di periferie dimenticate lasciate all’emarginazione. In sintesi sono solo due le strade per uscire dal baratro socio-culturale in cui la realpolitik degli interessi personali ci ha trascinato. In primis l’impegno personale quotidiano a compiere con decisione il proprio dovere in qualunque contesto, da studenti, lavoratori e in particolare da cittadini, uscendo dalla logica dell’impossibilità di cambiamento del sistema e dell’immobilismo perenne; perché essere punto di rottura con il passato si può, e ne è una dimostrazione la partecipazione attiva, all’interno dell’ambiente associativo cittadino di molti giovani che hanno a cuore il futuro della loro città, e il coraggio ogni giorno di legittimare i soggetti portatori di valori politici sani dentro le istituzioni, e di criticare aspramente chi, invece, è ancora legato alla vecchia politica dei favori e dell’arrivismo. La seconda strada è quella della scelta coscienziosa di nuove figure emergenti della politica del fare e della preparazione culturale, scegliendo per la nostra città chi realmente sia in grado di ridare un senso alla parola domani e di creare un tessuto nuovo e fertile per rendere di Palermo la capitale del Mediterraneo, attorno ai valori di legalità, cambiamento e innovazione.

“Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare. “ Seneca

Il TAR annulla nuovamente l’aumento della Tarsu a Palermo

Inserito da Fare Città in Città il 18-12-2009

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Il Tar Sicilia ha annullato la delibera della Giunta comunale di Palermo che ripristinava l’aumento del 75% della Tarsu dopo un primo annullamento.

I giudici hanno condannato il Comune al pagamento delle spese legali (10 mila euro) e ha trasmesso gli atti alla Procura della Corte dei conti, ravvisando la possibilità di un danno all’erario provocato dalla delibera di Giunta che aveva ripristinato l’aumento.

Leggi la sentenza del TAR

Rassegna Fotografica“Luci dal buio. Mafia, Antimafia : un inventario fotografico

Inserito da Fare Città in Città, Cronaca, Cultura, Eventi, Università il 13-12-2009

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Lunedì 14 dicembre p.v. alle ore 17.00, presso la Sala delle Armi di Palazzo Steri, a cura della Fondazione Italiana per la Legalità e lo Sviluppo verrà presentata la Rassegna Fotografica“Luci dal buio. Mafia, Antimafia : un inventario fotografico” stipulata in convenzione con la Presidenza della Regione Siciliana.

Curata dal Prof. Aldo Gerbino della Facoltà di Lettere dell’ Università di Palermo, essa comprenderà il periodo storico che va dalla nascita dei Fasci Siciliani alla cattura del capomafia Bernardo Provenzano.
Hanno collaborato alla realizzazione Marcella Milillo, Matilde Onorato, Filippo Maria Gerbino e Raffaele Di Martino.
A corredo, verrà distribuito anche il catalogo, edito dalla casa editrice Edimed e tradotto in lingua inglese dalla Dott.ssa Valentina Gimmelli, che – oltre all’intero corpo fotografico composto da più di cinquanta immagini riguardanti eventi che hanno caratterizzato momenti salienti, quanto drammatici, di accadimenti mafiosi e di indimenticabili vittorie dello Stato sulla mafia – conterrà un saggio critico introduttivo, tradotto in lingua inglese, di interventi e testimonianze resi, oltre dal Presidente della Fondazione, Ten. col. Giuseppe Fausto Milillo, anche dal Prof. Francesco Sisinni, dal Questore di Palermo, Dott. Alessandro Marangoni e del Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Teo Luzi.
Gli allestimenti in esposizione sono a cura della Dott.ssa Giada D’Agostino e del Dott. Leonardo Canto.

Un evento nazionale voluto per non oscurare la Memoria, che vede la Fondazione Italiana per la Legalità e lo Sviluppo ancora più impegnata sul territorio tra i giovani, nelle scuole e nelle università e tra la società civile, per dare ulteriore vita e voce alla significativa trasmissione e divulgazione della lotta alla mafia.

La Mostra, di alto profilo, ideata e particolarmente destinata al mondo dei giovani “perché sappiano e non dimentichino”, rimarrà a Palazzo Steri aperta al pubblico ed alle scolaresche fino al 14 gennaio 2010. Successivamente, assumendo carattere itinerante, sarà collocata in altre città del territorio nazionale interessando Roma, L’Aquila, Torino, Rivoli, Castelfranco Veneto, Firenze, Napoli, Agropoli-Paestum, Bari, Trapani, Modica, Agrigento, Sambuca di Sicilia.

Negli anni passati la Fondazione Milillo, costituita per dare una sentita risposta al Comune di Sambuca di Sicilia che ha voluto intestare l’Aula Consiliare al Generale Ignazio Milillo deceduto nel 2004 e ben noto in vita per i suoi autorevoli trascorsi contro la Banda Giuliano e la mafia di Corleone e della provincia palermitana, si è resa partecipe di studi, ricerche e borse di studio indirizzate agli studenti delle scuole superiori della Sicilia.

Contro le Mafie, la bella Politica di Fabio Granata

Inserito da Eduardo De Filippis in Cronaca, Cultura il 08-12-2009

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borsellino

Interessante riflessione del parlamentare del Pdl On.Fabio Granata.

“Fa riflettere come la questione giudiziaria che investe rappresentanti politici, enti economici, istituzioni e settori dell’economia sia tornata prepotentemente a caratterizzare  l’intero territorio nazionale, attraversando trasversalmente le aree politiche e geografiche della Nazione.

Oltre la crisi dell’economia, già di per sé fattore di grandi preoccupazioni, emerge con prepotenza “una questione morale” che non può più essere declinata nella retorica della giustizia politicizzata o delle “toghe rosse” ma che invece deve far riflettere i partiti sulla necessità di ripensare profondamente i metodi di selezione delle classi dirigenti.

Le decine di amministrazioni sciolte per mafia, la virulenza di ciò che emerge in Campania, in Puglia, in Calabria ma anche in Lombardia deve far comprendere che la infiltrazione criminale nell’economia è una grande questione nazionale e non può essere affrontata, né tantomeno risolta con gli stanche ritornelli dello “sviluppo che batte le Mafie”:  sono viceversa queste ultime il più grande freno allo sviluppo dell’economia italiana, sono  le Mafie che drogano il mercato e rendono la vita impossibile  ad  una libera intrapresa che non vuole piegare la testa.

E’ giusto che il Sud chieda maggiori attenzioni, ma non sono i contributi statali che potranno salvarlo e riequilibrarne il livello di innovazione e modernità ma nuove classi dirigenti che abbiano energia, credibilità e strategia indispensabile ad un complesso processo di rinascita.

Criminalità, affarismo e corruzione costituiscono la principale zavorra dello sviluppo meridionale italiano poiché, oltre a deprimere l’etica e la legalità collettiva inducendo i cittadini a pensare che esistono scorciatoie illegali attraverso le quali è possibile raggiungere qualsiasi fine, distorcono i mercati delle merci e del lavoro creando monopoli di fatto e bloccando l’iniziativa e l’entusiasmo di chi vuole operare nella legalità.

Ma la lotta alle Mafie si fa anche con gesti simbolici, rinnovando le classi dirigenti e non dando la possibilità ad alcuno che sia investito da inchieste giudiziarie di collusione o peggio di associazione alle organizzazioni criminali di poter rappresentare gli elettori e il popolo in ruoli di governo  o di poter competere ad essi.

Beppe Niccolai ci ricordava sempre che “la Politica è far bene cose di interesse comune”: per essere all’altezza di questo messaggio, sempre attuale e nobile, dobbiamo pretendere da noi stessi innanzitutto  e da chiunque si impegni in politica più che le parole, esempi di trasparenza e adesione prima ancora antropologica che culturale,  ai valori di legalità e di diritto per i quali tanti, ad iniziare da Paolo Borsellino, hanno dato la vita.

Segnali di speranza emergono prepotenti tra gli imprenditori siciliani che decidono di dire basta al racket delle estorsioni, tra i tantissimi giovani del meridione d’Italia che hanno fatto propria la consapevolezza che è “meglio  un giorno da Borsellino che cento anni da Ciancimino”.

Segnale prepotenti che esprimono la faccia al Sole della Nazione, che vogliono “ricordarsi” di un Sud diverso fatto di cultura, tradizioni, paesaggi, dolcezza e gioia di vivere. Segnali importanti come lo straordinario indice d’ascolto che  ha avuto Saviano su Raitre raccontando storie di ribellione verso ogni prepotenza.

C’è un Italia migliore che vogliamo e possiamo rappresentare e per questo chiediamo agli altri e pretendiamo da noi stessi coerenza e buon esempio.

Per questo dalla regione Campania, a Castellammare, da Fondi alla Puglia, da Milano ad ogni parte d’Italia dove emergono connivenze e intrecci inquietanti, pretendiamo che si facciano passi indietro e che vadano avanti gli onesti poiché contro le Mafie, per citare Pound, “l’unica cultura che riconosciamo è quella del pensiero che diventa azione”.”